Starter Set: Heroes of the Borderland
C’è qualcosa di speciale nell’aprire una scatola nuova. Il fruscio del cartone, il profumo della stampa fresca, la curiosità che cresce mentre sollevi il coperchio. Con lo Starter Set: Heroes of the Borderland, quella sensazione si amplifica: non si sta solo scartando un gioco, si sta aprendo una porta verso il mondo di Dungeons & Dragons. E la cosa più bella è che non serve essere veterani del dado a venti facce per varcarla: questo set è pensato per accogliere chiunque, anche chi non ha mai sfogliato un manuale o tirato un dado in vita sua. Questo, almeno, è quanto promette il prodotto.
Appena il coperchio sarà sollevato, il colpo d’occhio dovrà già essere una promessa di avventure. Carte illustrate, gettoni, mappe dettagliate: ogni elemento sembreranno dire “usami subito”. Non ci sarà bisogno di lunghe letture preparatorie o di un master che abbia studiato per ore: basterà sedersi al tavolo, scegliere uno dei quattro personaggi già pronti — guerriero, chierico, mago o ladro — e lasciarsi guidare nella prima delle tre avventure incluse. Promette di essere un invito a giocare immediatamente, senza barriere.
Le avventure sono pensate come un viaggio in tre tappe, da affrontare in sequenza. All’inizio tutto è semplice, quasi introduttivo, ma passo dopo passo la sfida cresce, così come la familiarità con le regole e la profondità della storia. È un percorso che insegna giocando, senza mai dare l’impressione di una lezione: si impara perché ci si diverte, e ci si diverte perché si è dentro la storia.
Tra le mani, le diciotto mappe fisiche promettono di essere un vero piacere da guardare. Non sono solo strumenti tattici: sono finestre su luoghi che i personaggi attraverseranno, interni ed esterni che prendono vita sul tavolo. I mostri, invece, arrivano sotto forma di carte, complete di statistiche e illustrazioni, così come incantesimi e armi. Tutto è pensato per essere immediato, visivo, intuitivo.
Chi ha vissuto l’epoca della mitica “scatola rossa” del 1985 non potrà non notare delle similitudini. Allora, il set guidava passo passo il master e il giocatore nella loro prima avventura, con un approccio quasi didattico. Heroes of the Borderland riprende quello spirito, anche se lo aggiorna: qui non c’è un “insegnante” (libro) e un gruppo di “studenti” (giocatori e master), c’è un tavolo di persone che imparano insieme, scoprendo regole e storia nello stesso momento.
Il dubbio che ci resta (prima di provarlo) è se questa ricchezza di materiali e questa immediatezza riusciranno a trasmettere la vera profondità di un gioco di ruolo, o se il rischio sarà quello di sentirsi davanti a un gioco da tavolo, solo un po’ più complesso. Il nome stesso, però, è una strizzata d’occhio a un’epoca gloriosa: The Keep on the Borderlands, il modulo del 1979 che per molti fu la prima vera avventura dopo lo starter set. Grotte misteriose, mostri in agguato, popoli in conflitto, una fortezza da difendere… ricordi che ancora oggi sanno accendere l’immaginazione.
Non resta che attendere il 16 settembre, data di uscita della versione inglese, e scoprire se questa nuova scatola saprà farci rivivere quella magia. L’edizione italiana arriverà più avanti, ma l’attesa, si sa, è parte del gioco.

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